Gioco pubblico, nel 2019 nuove politiche sulle regole e le tasse in UE

Gli scenari del gioco online nel 2019 mostrano segnali promettenti, stando a quanto riferito dalla Global Betting e da Gaming Consultants. Nella politica in corso di regolamentazione e tassazione dei governi europei per il gioco online nel 2019 può dunque aprirsi un nuovo ciclo. All’inizio dell’anno in corso la Svezia è diventata l’ultimo mercato europeo a rilasciare licenze nel mercato di gioco online di nuova regolamentazione. L’aliquota fiscale è oggi fissata al 18%. Stando alle ultime stime, la fase iniziale di questo nuovo mercato potrebbe essere competitiva con più di 100 licenze rilasciate per 70 operatori: il tutto in relazione a dieci milioni di persone totali. Per l’evoluzione del mercato c’è da fare i conti con l’influenza che giocherà in questo particolarissimo caso l’operatore di lotteria Syenska Spel, che oggi può andare in competizione con marchi che prima offrivano servizi in licenze offshore.

Sulla scia della Svezia, anche i Paesi Bassi che, negli anni, hanno avuto un lungo processo di regolamentazione del proprio gioco online. Tra ritardi ed emendamenti, la legge necessaria a sbrogliare la matassa è stata ratificata in febbraio ma, probabilmente, potrebbe slittare al 2021 il giorno in cui un qualsiasi operatore in possesso di nuova licenza possa cominciare a prendere scommesse, con una aliquota sul gioco del 29,1%, il che rende i Paesi Bassi uno dei mercati europei più cari in materia di tassazione sull’e-gaming. In altre zone del continente i titolari di licenze fanno i conti con un mercato altalenante, al di là della regolamentazione interna. In Irlanda, ad esempio, nel gennaio del 2019, sono state introdotte imposte sul gioco mai prima d’allora viste: le scommesse, oggi, sono tassate al 2% sul fatturato, con un tasso raddoppiato. Dal 15 al 25% sono invece aumentate le imposte sulle entrate delle scommesse di clienti irlandesi: stando a quanto annunciato dall’irlandese PaddyPower Betfair queste tariffe esagerate sarebbero arrivate a produrre, per l’operatore, un extra di 20 milioni di sterline in sole tasse su scommesse.
In Italia, è cosa nota, il Decreto Dignità è andato a colpire la pubblicità e la sponsorizzazione sul gioco d’azzardo, ormai quasi totale, da luglio 2019, mischiando il tutto con un vertiginoso aumento delle tasse dall’inizio dell’anno: la tassazione sulle scommesse sportive è salita al 24%, al 25% per il gioco online. In Germania, invece, le licenze nello Stato di Schleswig-Holstein scadranno a giugno ed è stata approvata in tutto il Paese la versione ultima del Trattato di Stato sul gioco, ora al vaglio della Commissione Europea e che potrebbe segnare una svolta nella normativa, nonostante complicazioni mai da escludere. Il tutto potrebbe portare a rimuovere il limite di 20 licenze di scommesse sportive ma confermando così il divieto di casinò e poker online, come la tassa del 5% sul giro di affari sulle scommesse. Le licenze sarebbero gestite, per sperimentazione, dal 2020 al 2021, un anno circa. La Brexit lascia inoltre nell’oscurità la situazione di Gibilterra: come ha dichiarato la 888 Holdings, Gibilterra fa affidamento sui principi UE in materia di fornimento di servizi. In mancanza di chiarezza tanti operatori si sono trasferiti in altri stati membri UE con le rispettive licenze. Nonostante qualche rifiuto e delle mura alzate dai governi, in questo 2019 la situazione del gioco è chiara: qualcosa, seppur lentamente, si sta muovendo.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *