Gioco d’azzardo, una battaglia anche per il Conte-Bis

Ora che siamo appena agli inizi del Governo Conte Bis, quale sarà la sorte che toccherà al gioco? Già al punto 22 del nuovo accordo di governo, si è parlato a chiare lettere dell’azione di contrasto al gioco d’azzardo patologico, ma come evolverà la situazione, da parte di una fetta di Esecutivo che ha già promosso, avallato ed approvato il tanto discusso Decreto Dignità?

Va anzitutto fatta una premessa: il contrasto al disturbo da gioco d’azzardo, e non solo al gioco da un punto di vista patologico, resta il primo obiettivo, se non proprio l’essenza, del sistema concessorio e del comparto del gioco pubblico che mette a disposizione dei cittadini, è cosa nota, una offerta di prodotti ampiamente regolamentata e misurata dallo Stato, tramite il canale distributivo di tutti quegli operatori qualificati, selezionati e controllati sui territori. Certo, dove ciò è ancora possibile, ovverosia in assenza di distanziometri viziati da errori tecnici che determinano il tanto contestato e chiacchierato effetto espulsivo. Significa, come giustamente sottolineato ogni volta dai vertici del gambling italiano, che l’offerta incontrollata e quindi illecita è stata confinata.

Il presidio dei territori aventi una offerta pubblica di gioco stabile, misurata, qualificata, col combito di distribuire prodotti sempre più regolamentati, misurati e controllati attraverso l’innovazione e l’evoluzione delle tecnologie, il processo di maturazione della domanda di gioco tramite il raggiungimento di una consapevolezza piena attraverso messaggistiche adeguate, prevenzione e coinvolgimento di sistema delle strutture sanitarie del territorio, sono oggi tutti validi strumenti di contrasto per il disturbo al gioco patologico. Ma come si applica il tanto decantato contrasto? Con tempi sempre più ristretti, urge quantomai un riordino che porti stabilità al sistema concessorio ed è questo l’unico pilastro su cui riorganizzare la lotta al disturbo da gioco d’azzardo. Senza far aspettare utenti, lavoratori ed addetti e soprattutto i contesti più ampi dove questi vanno ad inserirsi, ovvero Regioni, Enti Locali, e lo Stato. Occorre stabilità, in una sola parola. Di prevenzione, di azione sanitaria, di gettito erariale e, dulcis in fundo ma non meno importante, di contrasto alla illegalità ed ad ogni sua sottoforma.

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